Creative Cloud: Cambia un’epoca?

Creative Cloud: Cambia un'epoca?

Tutto cambia, da sempre. Ma in momenti come questo la percezione del cambiamento è ancora più forte. La comunicazione ha subito una vera e propria rivoluzione e ogni giorno assistiamo a eventi che sembrano ribaltare quello che fino a quel momento era una novità.

Creatività, design e grafica si stanno sviluppando a ritmi propri delle colonie batteriche e danno così origine a veri e propri spettacoli dell’intelligenza umana.

Aziende come Apple cercano di fare il passo decidendo

adobe

stili e modelli di fruizione mentre big player come Adobe propongono addirittura modelli innovativi (e rivoluzionari) di distribuzione dei propri software.

Proponiamo una breve ma interessante intervista ad Alberto Comper, Senior System Consultant Adobe, avvenuta in occasione del Roardhow di presentazione di Adobe Creative Cloud a Firenze il 12 Giugno 2013.

Come sta cambiando il design? In che direzione stanno andando i creativi e cosa chiede il mercato?

Il Design sta cambiando radicalmente in relazione all’evoluzione dei media attraverso i quali esso viene veicolato e distribuito. Carta stampata, Web, Video, dispositivi mobili come Smartphone e Tablet rappresentano tutti canali per i quali il moderno creativo professionista deve sviluppare i propri progetti di comunicazione.

Cosa cambia nel mondo della comunicazione con le nuove proposte Adobe?

Consapevole della costante e repentina evoluzione del mercato della comunicazione, Adobe offre oggi un servizio su abbonamento, Adobe Creative Cloud, che permette ai suoi utenti di accedere a tutti i prodotti e soluzioni, senza distinzione di categoria (Stampa, Web, Video e Mobile), ad un costo mensile assolutamente vantaggioso in relazione al valore del prodotto offerto.

Adobe ha appena cambiato politica di licensing con una scelta che rimarrà storica. Da un lato la Creative Cloud ha raccolto molte critiche, mentre dall’altro sta avendo un vero boom di abbonati. Paura di cambiare o qualche timore è fondato?

Ogni cambiamento che rappresenta un punto di rottura rispetto al passato innesca inevitabilmente dubbi, perplessità e qualche malcontento in taluni utenti, tuttavia la nostra convinzione è che questo cambiamento rappresenti, da ora e per il futuro, un enorme beneficio e vantaggio per la pressochè totalità dei nostri clienti. Siamo comunque attenti ad ascoltare ogni critica che provenga dalla nostra utenza, e siamo impegnati, anche per il futuro, ad apportare modifiche ed aggiornamenti che possano incontrare il favore degli attuali detrattori di Creative Cloud.

Quali potrebbero essere le 3 principali grandi visioni/rivoluzioni per i prossimi anni?

Contenuti sempre più targhetizzati per l’utente, mobilità sempre più estrema, dispositivi sempre più intelligenti nel recepire ed eseguire i comandi degli utenti.

Il lancio del social video mini-clip Vine ha riscosso molto successo. Significa che ci sarà bisogno di video sempre più professionali e used generation? Cosa pensa Adobe di questo nuovo mezzo?

Il video è uno dei media più potenti e persuasivi di cui si possa disporre, la sua efficacia nel comunicare è unica, e grazie ai nuovi dispositivi di ripresa ed ai canali di distribuzione come Youtube e Vine, sta letteralmente esplodendo in tutto il mondo. Per questo motivo è importante per noi offrire ai nostri utenti potenti strumenti che permettano di elaborare contenuti video in maniera professionale, veloce e dinamica.

Apple ha appena segnato il passo rilanciando il look minimalista, una grafica “piatta” e forse dicendo addio allo skeumorfismo. Cosa c’è dietro a questa scelta secondo lei?

Non saprei cosa dire a riguardo, ma forse questa scelta risponde alla necessità da parte di Apple di rinnovare una piattaforma che trova oggi diversi antagonisti di tutto rispetto, Android di Google su tutti.

Francesca Daleno


MarketingCamp ha attivato fin da subito percorsi e laboratori per lo studio e la conoscenza della comunicazione visiva e per lo sviluppo del talento e della creatività. Il nostro Paese, oltre a dover rinnovare il proprio modo di “fare marketing”, deve anche tornare a valorizzare quelle competenze e quell’identità nel design e nella grafica che lo hanno reso famoso nel mondo.

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